Le gole quando se ne vanno i turisti
D’estate, alle Gole dell’Alcantara, si fa la fila per scendere la scala e si cerca un pezzo di greto libero dove lasciare lo zaino. A ottobre la scena cambia: pochi visitatori, le pareti di basalto già in ombra a metà pomeriggio, il fiume più rumoroso perché le prime piogge l’hanno ingrossato. Da novembre l’accesso chiude, e chi arriva in valle trova i cancelli sbarrati. Il viaggio però non è sprecato.
Questa pagina serve a capire cosa si può fare davvero tra ottobre e marzo: fino a quando si scende nel canyon, cosa vedere quando è chiuso, come comportarsi con il fiume dopo un temporale.
Fino al 31 ottobre, poi si chiude
Nel 2026 i due ingressi al canyon chiudono nello stesso giorno.
La scala comunale di Motta Camastra, l’accesso pubblico, è aperta dal 4 aprile al 31 ottobre. A ottobre l’orario è 9:00-17:00 e il biglietto costa 2€. Il Comune avverte che l’orario può cambiare in base all’afflusso e al meteo, e a fine stagione il meteo pesa parecchio.
Il Parco Botanico e Geologico, l’accesso privato, indica sul proprio sito l’apertura fino al 31 ottobre 2026, con i suoi pacchetti a pagamento.
Da novembre a marzo il fiume resta chiuso e le attività in acqua sono ferme. Quest’anno la scala aveva riaperto il 4 aprile; per la prossima primavera bisognerà aspettare l’avviso del Comune. Orari e tariffe aggiornati sono nella guida orari e prezzi.
Ottobre, l’ultimo mese per entrare nel canyon
Chi può scegliere, a ottobre ci va volentieri. Nelle ore centrali si sta ancora sopra i 20 gradi, i pullman di agosto sono spariti e il sole basso fa risaltare il disegno delle colonne di basalto molto più della luce piatta dell’estate. Per le foto è il periodo migliore dell’anno.
Qualcosa però cambia. L’acqua è fredda come sempre, tra 10 e 15 gradi, ma fuori non c’è più il caldo che ti asciuga in dieci minuti: pile e cambio completo in macchina diventano necessari. Il body rafting è già finito, perché nel 2026 il parco privato aveva fissato le ultime uscite a fine settembre. E le prime piogge forti arrivano spesso proprio adesso: bastano un paio di giorni di maltempo sui Nebrodi perché l’accesso venga sospeso. Con la chiusura alle 17 conviene arrivare in mattinata.
Da novembre a marzo, con il fiume chiuso
Dentro le gole non si cammina, ma la valle d’inverno ha più da offrire di quanto si pensi.
I belvederi di Motta Camastra
Dal paese e dalla strada che scende a Fondaco Motta si vede l’imbocco del canyon dall’alto. Non è come stare sul greto, certo. D’inverno però il fiume porta molta più acqua, e vederlo schiumare tra le pareti scure è uno spettacolo che d’estate non c’è. Qualche indicazione in più nella scheda di Motta Camastra.
Le Gurne di Francavilla
L’anello delle Gurne, un chilometro e mezzo circa tra pozze e cascatelle scavate nel basalto, si fa anche d’inverno ed è forse la passeggiata che rende di più dopo una settimana di pioggia. Servono scarpe con una buona suola, perché roccia e terra bagnate scivolano. Se l’acqua è alta e torbida, si guarda dai belvederi e verso le pozze non si scende.
Camminare in autunno
Per le escursioni l’autunno batte l’estate senza discussione. Non c’è afa, dopo le perturbazioni l’aria è limpida e l’Etna si vede nitido da quasi ogni crinale. Tre percorsi che in questa stagione danno il meglio:
- il Vulcanetto di Mojo, un cono eccentrico dell’Etna alto una cinquantina di metri, con il giro del cratere;
- la Montagna Grande, con un panorama largo sull’Etna e su tutta la valle;
- Le Rive di Graniti, lungo il fiume, praticabile tutto l’anno quando il tempo è buono.
In pieno inverno, salendo di quota, si può trovare neve o ghiaccio. Le giornate sono corte: meglio partire presto e tenere i giri brevi.
I borghi
Fuori stagione i paesi della valle tornano ai ritmi di sempre: il bar in piazza, gli anziani al sole sulle panchine, le persiane chiuse all’ora di pranzo. A Castiglione di Sicilia il castello sta su uno sperone di roccia sopra le case. Randazzo ha un centro medievale tutto in pietra lavica ed è, d’inverno, il borgo più freddo della zona. A Francavilla di Sicilia restano i ruderi del castello Ruffo. D’inverno molti siti storici aprono a orari ridotti o su prenotazione: i dettagli sono nella guida ai castelli della valle.
Vino, olio e cucina di stagione
Sul versante nord dell’Etna le vigne stanno in alto e la vendemmia arriva tardi, spesso a ottobre inoltrato. È il momento giusto per visitare una cantina tra Castiglione, Passopisciaro e Randazzo, prenotando prima, perché in quei giorni si lavora. Per orientarsi tra contrade e vitigni c’è la guida ai vini Etna DOC.
Tra ottobre e dicembre si raccolgono le olive e nei frantoi si assaggia l’olio appena franto, verde e pizzicante. Nelle trattorie compaiono funghi, castagne e ricotta calda, poi i dolci di Natale. Per San Martino, l’11 novembre, si apre il vino nuovo.
L’Etna con la neve
Fra dicembre e marzo l’Etna ha spesso la cima bianca, e dalla valle il colpo d’occhio cambia: in basso il basalto scuro e gli agrumeti ancora verdi, in alto il vulcano innevato. Si vede bene dai belvederi di Motta Camastra, Castiglione e Randazzo.
Chi vuole camminare sulla neve può salire a Piano Provenzana, sul versante nord sopra Linguaglossa. Gli impianti di risalita aprono solo se ha nevicato abbastanza, di solito tra Natale e Pasqua, con date che cambiano ogni anno: nell’inverno 2025-2026, dopo nevicate eccezionali, la stagione è stata allungata fino al 12 aprile. Con le ciaspole si può percorrere un tratto dell’itinerario Piano Provenzana - Mojo, con le cautele di qualsiasi escursione invernale in montagna.
Feste e tradizioni, da ottobre a febbraio
Le date cambiano di anno in anno e vanno controllate sui siti dei Comuni e delle Pro Loco. A grandi linee il calendario è questo:
- ottobre: vendemmia sull’Etna nord, sagre e cantine aperte nei fine settimana;
- novembre: raccolta delle olive, olio nuovo e vino novello per San Martino;
- inizio dicembre: a Francavilla di Sicilia, negli anni scorsi, una festa dell’olio e dei prodotti della valle legata alla patrona Santa Barbara;
- Natale: presepi viventi in diversi paesi; Randazzo ne ha allestiti nel centro storico;
- febbraio: il Carnevale di Francavilla di Sicilia, uno dei più antichi della zona, ormai oltre la centocinquantesima edizione.
Il fiume dopo la pioggia
L’Alcantara raccoglie l’acqua di un bacino molto ampio, dai Nebrodi alle pendici dell’Etna. Per questo può ingrossarsi in fretta anche quando sopra le gole il cielo è sereno: il temporale magari è caduto venti chilometri più a monte.
Se l’acqua è torbida, fa più rumore del solito o copre sassi che di norma restano asciutti, dal greto si sta lontani. Transenne e cartelli di divieto si rispettano anche quando sembrano eccessivi. Prima di partire conviene dare un’occhiata alle allerte meteo della Protezione civile regionale. Sulle rocce bagnate si scivola facilmente, quindi niente scarpe con la suola liscia. E d’inverno il buio arriva presto: il rientro va organizzato prima del tramonto.
Cosa mettere nello zaino
A ottobre, se pensi di entrare nel fiume: scarpe da scoglio con un buon grip, una muta leggera o uno strato termico, asciugamano, pile e un cambio completo da lasciare in auto.
Da novembre a marzo, per belvederi e sentieri: scarpe da trekking impermeabili, giacca antivento e antipioggia, pile. Berretto e guanti servono nei paesi più alti, come Randazzo, dove le mattine d’inverno sono fredde.
In ogni stagione: acqua, telefono carico e una frontale se cammini nel pomeriggio.
Arrivare in valle fuori stagione
In auto non cambia nulla rispetto all’estate: da Taormina e Giardini-Naxos si sale lungo la SS185, da Catania si prende la A18 (i dettagli sono in come arrivare). Senza auto è più complicato. Le corse Interbus verso le gole sono stagionali e molti tour organizzati lavorano solo da aprile a ottobre, quindi d’inverno l’auto a noleggio resta la scelta più pratica.
Mese per mese
| Periodo | Fiume | Cosa fare | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Ottobre | Aperto, 9:00-17:00 alla scala | Canyon con poca gente, foto, cantine | Prime piogge, possibili chiusure |
| Novembre | Chiuso | Gurne, sentieri, olio nuovo | Colori d’autunno, giornate corte |
| Dicembre-gennaio | Chiuso | Borghi, presepi, Etna innevato | Freddo nei paesi in quota |
| Febbraio-marzo | Chiuso | Carnevale, sentieri, neve sull’Etna | Il fiume riapre in primavera |
Date e orari si riferiscono alla stagione 2026 e possono cambiare: prima di partire controlla le comunicazioni del Comune di Motta Camastra e del Parco. Per scegliere il periodo nel resto dell’anno c’è la guida quando andare alle Gole dell’Alcantara.
