Il vino della Valle dell’Alcantara
Il versante nord dell’Etna ricade in gran parte nel comune di Castiglione di Sicilia e nelle sue frazioni — Passopisciaro, Solicchiata, Rovittello, Verzella — un territorio che si affaccia sulla Valle dell’Alcantara, segnata a settentrione dal fiume. È qui, su suoli di sabbia lavica, che nel 1968 è nata la prima DOC della Sicilia.
Vitigni, tipologie e contrade
I rossi parlano Nerello Mascalese, affiancato dal Nerello Cappuccio nei blend; i bianchi Carricante e Catarratto. Il disciplinare prevede Etna Rosso (anche Riserva), Bianco, Bianco Superiore (solo a Milo), Rosato e Spumante. Le contrade — riconosciute dal 2011, oltre 130 — funzionano come cru: ogni vino di contrada rispecchia colata lavica, altitudine e microclima. Esplora vitigni, tipologie e contrade nel pannello qui sotto.
Un terroir che non ha eguali
Tre cose rendono uniche queste vigne: le viti a piede franco (non innestate, salvate dalla fillossera grazie alla sabbia vulcanica), l’alberello etneo lavorato a mano su terrazzamenti di pietra lavica, e l’altitudine — dai 400 a oltre 1.000 metri, tra i vigneti più alti d’Europa, con forti escursioni termiche che danno freschezza e longevità.
Enoturismo, con prudenza
La Strada del Vino dell’Etna collega oltre venti aziende tra Castiglione, Randazzo e Linguaglossa; sul versante nord si visita anche con il “treno del vino” lungo la storica Ferrovia Circumetnea. Orari, prezzi e modalità delle degustazioni variano molto: contatta direttamente le cantine e verifica prima di partire. La denominazione ha avviato nel novembre 2023 il percorso verso la DOCG, un processo ancora in corso.
